Sogni in zona rossa: l’altro virus che sta distruggendo il Pakistan

  April 1, 2021   

L’emergenza educativa in Pakistan non si è aperta con l’emergenza sanitaria causata dal covid e non si chiuderà certo con essa, visto che il coronavirus ha reso tale emergenza ancora più acuta.

Molte scuole in Pakistan potrebbero non riaprire mai più.


Vuoi una testimonianza in prima persona dal Pakistan su che cosa sta succedendo? Leggi le nostre storie.

Crisi educativa e crisi sanitaria

Guardando il Pakistan da lontano siamo portati a leggere le sue dinamiche con i nostri occhi. Come le nostre scuole riapriranno al termine della crisi sanitaria, così siamo portati a pensare che accadrà lo stesso là. Ma questo sarà ben lungi dal succedere per diversi motivi.

Una crisi preesistente

Le scuole in Italia funzionavano discretamente bene prima dello scoppio della pandemia. Nessuno di noi era costretto a vedere i propri figli rinunciare a imparare a leggere e scrivere, o obbligati a rimanere isolati dai coetanei. In Pakistan tutto questo era realtà già prima del coronavirus: il paese era infatti il secondo a livello mondiale per numero di bambini che non potevano andare a scuola.

Scenari futuri ancora più cupi

La banca mondiale stima che un ulteriore milione di bambini abbandonerà la scuola entro il termine della crisi. Meno soldi per le famiglie, più bambini che dovranno lavorare e non potranno andare a scuola. Molti di loro infatti dovranno trovare un’occupazione che integri i magri guadagni dei genitori, sempre più limitati dalla pandemia. Le ragazze inoltre rischiano di essere date in sposa giovani per sgravare le famiglie di un’ulteriore spesa.
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La ricetta di TCF per mitigare la crisi

Riportare questi bambini a scuola è fondamentale: ogni loro sogno e progetto sul futuro passa attraverso la possibilità di continuare gli studi e migliorare una condizione sociale estremamente precaria. Sono tre i punti cardine della nostra strategia.

Trattenere gli studenti già iscritti

Insegnanti e presidi sono stati costantemente in contatto con studenti e genitori durante questo periodo di emergenza. Sono state assegnate diverse attività da svolgere a casa in modo da mantenere viva la connessione con le scuole. Le presidi sono state autorizzate ad erogare piccole borse di studio ai bambini e anche ad azzerare le tasse qualora la famiglia non riuscisse più a sostenere la spesa. Agli studenti è anche garantita maggior flessibilità negli orari in modo tale da non intralciare gli impegni lavorativi qualora la famiglia non possa permettersi di rinunciarvi. Una situazione che a noi sembra paradossale ma che è invece realtà per le persone a cui manca il pane per sfamare tutti i figli a fine giornata.

Accogliere gli studenti delle scuole private

Prima dello scoppio della pandemia il 42% degli studenti in Pakistan era iscritto in una scuola privata. I genitori, con l’avanzare della crisi economica non potranno più permettersi di pagare le tasse e il risultato sarà doppiamente negativo: queste scuola abbasseranno la saracinesca (il 15% lo ha già fatto) e i bambini non potranno più andare a scuola. Insegnanti e presidi TCF stanno quindi cercando di parlare con le famiglie di questi studenti per raccogliere anche le loro iscrizioni e garantirgli un banco a scuola quando si inizierà a vedere la luce.

Aumentare i turni e le lezioni

Con un maggior numero di iscritti, provenienti dalle scuole private, TCF sta ampliando l’offerta di turni scolastici pomeridiani. Si partirà prima dalle comunità con il maggior tasso di abbandono scolastico per poi cercare di estendere questo modello a tutte le aree in cui sia richiesto.

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